Bruno Sebastiani

L'autore si racconta

Salve, mi chiamo Bruno Sebastiani e sono nato ad Albano Laziale, a sud di Roma, il 30 aprile 1947.

 

Sono nato in un paese e in un periodo storico in cui è palpabile la frenesia di liberarsi quanto prima delle scorie lasciate dal tremendo conflitto da poco concluso (la seconda guerra mondiale). Per la gran quantità di risorse destinate al nostro Paese per avviare la fase di risanamento, si delinea un periodo in cui tutto sembra possibile, specie in relazione alla scarsità di prospettive della generazione precedente. È questo il periodo in cui, per la necessità della ricostruzione, purché si abbia l’età adatta, è facilissimo trovare lavoro.

 

Così, come moltissimi miei coetanei vogliosi ma non in grado di puntare al bersaglio grosso frequentando l’università, frequento un istituto tecnico e conseguo il diploma di Perito Elettronico per inserirmi quanto prima e con le giuste credenziali nel mondo del lavoro.

 

Difatti vinco un concorso nelle Ferrovie dello Stato come macchinista e inizio a guidare i treni, treni che col passare degli anni si fanno sempre più moderni, confortevoli, veloci, treni che lo portano in ogni dove entro i confini del Paese. Ma tutto questo correre lascia affiorare la necessità di trovare dei punti fermi, qualcosa in cui riconoscersi una volta sceso dal treno. Da qui prende origine la singolare abitudine di fissare sulla carta pensieri, riflessioni, intuizioni che più tardi inizio a elaborare in forma di libri.

 

Scrivo libri per il piacere di scrivere e per il desiderio di scoprire, o meglio di imparare, in quanto ogni storia mi costringe ad affrontare numerose ricerche, specie in relazione alla mia preferenza per il romanzo storico, un genere che mi consente autentici tuffi nel passato.

 

Attualmente vivo nel comune di Velletri, più lontano dalla capitale dunque e più vicino alla campagna, più lontano anche dai compagni di lavoro di un tempo che incontravo nello scalo ferroviario di San Lorenzo, più lontano da quella sensazione paralizzante che sembra competere ad ogni individuo quando, per raggiunti limiti di età, viene messo a riposo. Difatti, sebbene senza l’assillo degli orari come accadeva prima, ancora adesso lavoro alacremente alla stesura dei miei romanzi che abbisognano in primo luogo di un numero incalcolabile di letture, letture che sottraggono tempo prezioso al mio hobby più significativo, il pianoforte.

 

Negli anni ho scritto numerosi libri in cui i romanzi storici sono prevalenti ai romanzi di pura invenzione, come, tanto per citarne alcuni: Fiore di Maggio (Mayflower) che ripercorre le tappe che permisero la fondazione della prima colonia inglese nel NordAmerica. Le gelide acque della Sprea, ove si seguono le tracce della principessa Anastasia Romanova da Ekaterinburg a Berlino. L’assedio di Costantinopoli, terribile atto che nel 1453 mise fine all’Impero Romano d’Oriente. Boudicca, ove si parla della famosa regina degli Iceni la quale, nel 61 d. C., osò capitanare una poderosa rivolta nel tentativo di ricacciare i Romani dalla Britannia.

Tra i romanzi di fantasia si possono citare: La maledizione della Traviata, Nevja, L’isola, La spirale del tempo, Passaggio in Irlanda.

 

I miei romanzi Mai e Sempre e Le Streghe di Salem sono stai pubblicati da Le Mezzelane casa editrice.

 

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