Personaggi

L'oscurità

                                             romanzo surreale


L'Oscurità,

verrebbe da pensare che l'oscurità sia una condizione poco congeniale all'uomo, tant'è che da sempre tenta di porvi rimedio con la luce, che siano candele, che siano torce, che siano lumi ad olio oppure a gas oppure elettrici, da sempre l'uomo teme il buio e se non lo teme vi si assoggetta con una certa apprensione. Questo perché l'oscurità, condizione in cui non si vede niente, permette di vedere proprio quello che non si vorrebbe vedere come la propria insicurezza o come la propria insoddisfazione. Chiunque sa bene che niente come il buio, magari prima di dormire, facilita l'insorgere di quei pensieri che non si vorrebbero pensare, quei pensieri che ci lasciano sgomenti, specie quando per essi ci affacciamo sulla nostra solitudine e che, quando vengono, ci affrettiamo a collocare nel novero delle cose che la luce del nuovo giorno farà scomparire.


Primo Corradi, 

ha cinquantotto anni ed è vedovo, ma se dicesse di soffrire di solitudine nessuno gli crederebbe per il fatto che sua figlia Marta, per quanto si sia sposata, è rimasta a vivere in casa sua. Primo Corradi ha poche certezze della vita tanto da potersi definire un semplice, intendendo con semplicità quella caratteristica che sta alla base della saggezza. E la sua saggezza, come chiunque ha il dovere di sapere, è quella predisposizione a parlare oppure a tacere solo quando si abbiano validi argomenti per parlare e quando si abbiano altrettanto validi argomenti per tacere.


Marta Corradi, 
è giovane, è graziosa ed è sposata, sono cinque anni che è sposata, ma non è felice, cosa di cui nemmeno si rende conto finché l'inattesa oscurità che avvolge il pianeta non le permette di vedersi come nemmeno prima, con la luce del sole, le riusciva di fare. Solo l'oscurità permette a Marta di capire che la cosa che più le manca è l'amore, una cosa che nemmeno suo marito, troppo bisognoso delle sue premure, troppo attaccato alle sue gonne si potrebbe dire, è mai riuscito a farle sentire.


Febo,  

è un cane grosso e nero con due occhi tondi e gialli come monete d'oro. Febo compare all'improvviso nella vita di Marta, forse disperso o forse fuggito dal vecchio padrone che lo maltrattava, e, strano a dirsi se riferito ad un cane, riesce a portare allo scoperto la sua fragilità, la sua insicurezza, il suo bisogno d'amore.


Gerardo Rivalta, 

come il cane Febo, anche quest'uomo sbucato dal nulla, un uomo che quando sbuca non si fa scrupolo di imbracciare un fucile, riesce a portare allo scoperto molte cose che erano rimaste irrisolte nella vita di Marta. Ad onta del fucile che imbracciava all'inizio, quest'uomo è gentile, premuroso e non fa mistero di trovarla piacente, cosa per la quale prova a piacerle, attitudine che si rivela quanto mai salutare per una donna sconfortata.



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