L'assedio di Masada

                                 romanzo storico

Personaggi

L'assedio di Masada è un romanzo storico ambientato ai tempi delle guerre giudaiche e tutti i personaggi sono realmente esistiti.

Naturalmente l'autore ha giocato anche un po' con la fantasia, ma per lo più si è attenuto ai fatti così come riportati dalle fonti.



Lucio Flavio Silva

 

  Lucio Flavio Silva ha ora trentaquattro anni e, benché tanto giovane, già da due anni si trova in Giudea con la carica di legatus Augusti pro praetore, ossia governatore. E qui, dal momento che il resto del paese con la fine della guerra giudaica è stato sottomesso all’autorità di Roma tranne quest’unica fortezza in mano ai ribelli, s’è visto quasi costretto a cingerla d’assedio con la sua legione, la X Fretensis.

 

 

 

 

Da Wikipedia

Lucio Flavio Silva Nonio Basso (in latíno: Lucius Flavius Silva Nonius Bassus; floruit 48-81; ... – ...) è stato un senatore e militare romano.

Era parente di Caio Salvio Liberale Nonio Basso e nativo di Urbs Salvia, dove edificò un anfiteatro. Il suo cursus honorum cominciò come triumvir capitalis (relativa ad un collegio che aveva responsabilità in relazione alle pene capitali), fu poi tribunus militum presso la Legio IV Scythica, quindi questore, tribuno della plebe e infine legatus legionis della Legio XXI Rapax. Entrò a far parte del senato sotto l'imperatore Nerone. Durante l'impero congiunto di Vespasiano e Tito fu accolto tra i pretori.

Nel corso della prima guerra giudaica, fu posto al comando della Legio X Fretensis dopo la morte di Sesto Lucilio Basso (dalla fine del 72) e diresse, nell'anno 73, le operazioni di assedio che portarono alla conquista della fortezza di Masada,[1] controllata da un gruppo di ebrei zeloti fin dall'anno 66. In seguito alla vittoria fu nominato governatore romano della provincia di Giudea[2] (con il titolo di legatus Augusti pro praetore provinciae Iudaea) compito che assolse tra la fine del 72 (o gli inizi del 73)[2] e l'80.

A Roma fece parte del Collegio dei Pontefici; fu anche tribuno della plebe e nell'anno 81 raggiunse alla carica di consul ordinarius.[3][4]


Gli storici discutono sull'esito della vita di Silva. Dopo la morte di Tito, probabilmente fu vittima del terrore instaurato da Domiziano, che cominciò una purga per liberarsi dei comandanti militari popolari che considerava potenziali rivali. Al momento della sua caduta in disgrazia, i riferimenti a Silva furono cancellati dagli archivi romani, con quella che era chiamata damnatio memoriae.



Marco Vitruvio, suo amico e assistente.


...tra quei mille ce n’era uno che aveva un passato che lo poneva un gradino sopra tutti gli altri, era un sacerdote e figlio del sommo sacerdote Anania, era da sempre il leader naturale del partito rivoluzionario ed era quello che si era rifiutato di sacrificare nel tempio per il benessere dell’imperatore romano, una vera sfida. Per tali meriti venne immediatamente nominato capo. 

     Il capo in questione si chiama Eleazar Ben Yair, ha una moglie, ha una figlia di nome Sarah.


La fortezza di Masada

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La fortezza di Masada è uno sperone roccioso la cui forma somiglia ad un tronco di cono, in realtà, visto che la parte sommitale curiosamente pianeggiante ha la forma di una barca, si potrebbe pensare ad una rupe simile ad una punta di lancia cui un gigante avesse segato il culmine. Ed è davvero singolare questa rupe che si protende in alto per circa trecento metri rispetto al territorio circostante come se una forza misteriosa l’avesse estrusa dalle viscere della terra, liscia, vertiginosa e senza le più aggraziate pareti oblique che di solito presentano le colline, pareti che, qualora vi fossero state, avrebbero reso più facile salirvi. 

 

Questo ci fa capire come questa fortezza, costruita sulla sommità di una rupe che è come un monolito, è pressoché inespugnabile.